martedì 5 settembre 2017

Eco

Io sono la tua immagine nello specchio
ribaltata
tu sei il negativo
io il positivo
tu in bianco e nero o monocromo
io a colori o in bianchennero
tu menti
io dico il vero
quando tu sorridi, io piango
quando ti rattristi,
sorrido amaramente della tua incapacità di sentire
e dopo un po' mi rattristo anch'io.
E tu torni a sorridere.
Speravo di riuscire a farti sentire il tuo cuore
superando quella coltre di ciarpame
in cui l'hai avvolto,
per difenderlo,
e che invece gli impedisce di essere.

Avrei voluto essere la tua cura,
avrei voluto incontrare il tuo cuore.


Invece ho trovato il tuo orgoglio,
il caleidoscopio delle tue immagini,
le diverse misure del tuo ego.

In cui la mia voce si perde come Eco.


Ora, dimmi, che genere di vantaggi
-concreti-
ti offrono le tue maschere?
ti fanno compagnia? 
ti danno calore? 
ti stringono e ti abbracciano quando ti senti solo? 
ti baciano? 
ti dicono che ti amano?



che genere di conforto ti danno, tutte queste maschere?...

credi di non essere nessuno, senza di loro?

ma sono proprio loro a impedirti di essere qualcuno.

qualcuno un po' felice, a tratti molto.
qualcuno che sente veramente.
qualcuno che non mente.

qualcuno da amare.


Nessun commento:

Posta un commento