domenica 7 agosto 2016

insoddisfatti e non rimborsati... ovvero: quale mezzo bicchiere?

per come la vedo io, il mondo si divide in due categorie (tra le tante):

quelli che si entusiasmano per tutto (più o meno genuinamente);
e quelli che al massimo ti dicono un blando "ah... interessante, beh, dai... bene..." e nel frattempo scrutano tra sé e sé le potenziali sòle della novità che gli racconti, o i motivi per cui non è poi così desiderabile e bella e manco tanto novità (perché si ricordano, e nn hanno mica torto, che giusto un mesetto prima gli hai raccontato la stessa cosa ed è finita com'è finita...).

inutile a dirsi tutti preferiscono il primo tipo di persone (anche quelli che appartengono al secondo tipo, quando c'hanno una novità, per sentirsi incoraggiati). 

e bisogna ammettere che probabilmente i nano pelato (sì, il shilvio) c'ha ragione: il primo tipo di persone fanno e realizzano molte più cose, perché sono positivi, hanno più amici, piacciono di più, infondono fiducia.
anche perché riuscir a realizzare una qualunque cosa è fatto di "insistere", "crederci!"... ma soprattutto credere che ne valga la pena, d'insistere e crederci... che poi dopo ti piacerà davvero, che ne trarrai soddisfazione...
perché le persone del secondo tipo (cui nn posso negare di appartenere) non sono mai veramente soddisfatte.
pure quando gli succede qualcosa di positivo pensano: eh, dai... vedrai che c'è la fregatura o che comunque non dura... sì, è una bolla di sapone. ha (o hanno) detto così, ma poi vedrai che nun se ne fa gnente!
lo dicono dentro di sé, quasi per scaramanzia...
e poi puntualmente succede!
cioè succede che non succede gnente!
però devo dire una cosa... non parlo per me, ma per gli altri insoddisfatti che conosco, spesso hanno idee più originali e accattivanti dei soddisfatti - senza esser mai, per altro, 'rimborzati'...
i soddisfatti sono più piacevoli... ma a volte stuccano.
gli insoddisfatti, al limite, a tratti irritano o ti rendi conto di quanto sia controproducente il loro atteggiamento solo quando loro sono in fase pessimista e tu no, o quando lo sono veramente su tutto... anche le cose scontate, anche le cose che chi se ne frega?!
poi a volte ti incupiscono e quando sono in "forma" sono capaci di rovinarti qualsiasi buona novella! @.@
se al mondo ci fossero più insoddisfatti, il mondo sarebbe un po' più meglio... ma nessuno se lo godrebbe.
se al mondo ci fossero più soddisfatti... probabilmente non li noteresti.
quindi sia soddisfatti che insoddisfatti sono necessari, un po' come yin e yang, bene e male, notte e giorno, confetto falqui e areofagia...

lunedì 15 febbraio 2016

Ricetta dell'ogni tanto: biscotti vegan e gluten-free di soia!

ora... avendo saltato un sacco di mesi e perso qualsiasi regolarità, la rubrica di cucina cambia nome da "ricetta del mese" a "ricetta dell'ogni tanto..."
l'unico punto fermo del blog autarchico se n'è andato a farsi benedire: ciao punto fermo, ciaooo.... scrivi ogni tanto (*.*)

allora: il problema dei biscotti gluten-free che ho provato a fare in casa era sempre che una volta asciutti ci voleva una motosega per smembrarli e rischiavi la dentiera se provavi ad addentarli...
ho provato farina di riso con maizena e fecola: marmo!
farina si grano saraceno con maizena e fecola: acciaio inossidabile!
ho cercato ricette on-line: parlavano di uova e latte da mettere nell'impasto... ma poi così non è più vegan!

ed ecco che ho trovato: la farina di soia! non ha glutine e non è de marmo!!! yééééé!!!!

quindi, basterebbe questo, cmq elargisco di seguito una parvenza di ricetta (anche se ve lo dico subito, sono andata ad occhio e mo' ricostruisco a memoria e a naso...):

1 cucchiao e mezzo di fruttosio
olio di oliva per inzupparci il fruttosio
mezzo bicchiere di latte si soia e riso o di riso
farina di soia (3/4) e maizena (1/4)
uva passa (o se preferite uva PAZZA! - volevo scrivere pure io qualcosa a favore delle unioni gay ;D)

comunque: nulla, mettete gli ingredienti nell'ordine scritto sopra e mescolate, mescolate, mescolate...
poi dopo preparate la carta da forno da mettere su una griglia del forno, coi cucchiaini fate delle pallette-biscotto (l'impasto è troppo liquido per le formine, volendo evitare l'effetto marmo, ho preferito tenerli non troppo secchi) e fate andare per una 15ina di min a 200°

li lasciate asciugare un po'...
all'inizio paiono mini-plumcake,  frittelle fatte al forno. il giorno dopo somigliano più a dei biscotti e comunque, almeno... non ti frantumano gli incisivi, è già qualcosa, no?

bon apetit amiscìììììì!!!!! (^_^)

lunedì 8 febbraio 2016

piccoli reportage inutili sul mondo n°4

milàn l'è una gran milàn (piena de scoppiàt...) -parte prima-

stasera ho incrociato il CRITICALMAN.
andava a spasso con una bici cogli specchietti tipo hurley davinson, una giacca antinebbia - di quelle che ci puoi passeggiare a piedi in autostrada, tranquillo che ti vedono e ti scansano - e dei calcson da camion.
mi ha suonato perché mi stavo sporgendo un filino dalla linea di attestazione con la mia biciclettina... e poi siccome coi suoi specchietti retrovisori che gli danno una vista a 360° - come fosse un incrocio tra dio e una mosca - mi ha vista che gli facevo un gesto con la mano che si poteva tradurre grosso modo con "ma va a ciappà i ratt!" mi ha clacsonato ulteriormente ancora più poderosamente, che pareva quasi una baleniera...
@.@


milàn l'è una gran milàn -second part-
 
poi stasera mi hanno anche spiegato sta cosa delle primarie, ché ci era anche la candidata femmina.
pare che la candidata femmina abbia fatto qualche cazzata - prima tra tutte spaiare i voti di quelli che non volevano sala (però fessi pure voi, eh? se proprio ci tenevate a non aver sala potevate scegliere quello che ha detto meno cazzate... - credo... bo?...sì, è sempre tipo distinguere il sesso degli angeli, cmq...).
questa qua praticamente aveva proposto di rendere gratuiti i mezzi di superficie.
che in altri termini sarebbe un modo per licenziare i controllori (oltre che una proposta folle in sé e avrebbe molto più senso pensare a un sistema di esenzioni e riduzioni in base al reddito, ché pare che l'aveva fatto l'altro che era meno peggio di sala...).
eh, certo, perché in metropolitana oramai c'è il sistema del sequestro di persona: se vuoi uscire devi cacciare il biglietto, sennò multa!
se in superficie togli il biglietto... il controllore non serve più!
bello un partito di sinistra che pensa a dei metodi per eliminare dei lavoratori, eh?
grandioso!
no, ma votateli, eh?
ché poi faranno come a londra (il ché risulterà come sempre comico... TRAGI-comico) faranno i bus dove se non ci hai il biglietto non puoi salire.
geniale perché così salire e scendere diventa un'operazione interminabile.
però dici a londra arrivano ogni 2-3 minuti sti bus.
a milano arrivano ogni 7-10-15-20 minuti, sti bus...
pensa che bello che sarà quando per salire (e per licenziare tutti i controllori) dovrai cacciare il biglietto o la tessera? dopo che hai aspettato dai 10 ai 20 minuti...
e lo farà una giunta di sinistra.
tra 5 o 10 anni.
eh, perché... mica pensate che le vinca il pd le elezioni a sto giro, no?
manco con un miracolo!...
hanno messo là mr expo a posta!
tra 5 o 10 anni quando gli serve fare qualche altra porcata come aumentare il biglietto atm del 50% o cose così lasciano vincere di nuovo la sinistra... per quei 5 annetti, magari anche meno...

venerdì 22 gennaio 2016

Il suicidio.

 Mi sono sempre sentita così incredibilmente attratta dalle persone che hanno posto fine alla loro vita suicidandosi.
Mi sono sempre sentita vicina a loro, li capivo.
La prima volta ci ho pensato a 11 anni, perché avevo 11 anni ed ero già terribilmente infelice e ci sentivo qualcosa di profondamente ingiusto in tutto questo e quindi capivo quelle persone che a un certo punto avevano detto: sai che c'è? Basta! Basta di tutto! Non ci sto! Fanculo! Basta!
E si erano tolte di mezzo, facendo del male solo a se stesse in definitiva – e a pochi altri.

Beh... un po' anche a me. Che avevo letto le loro poesie o romanzi, o avevo visto le loro foto e avevo amato quello che avevano fatto e restavo senza parole e spaventata chiedendomi: perché?
Avevi tanto talento. In alcuni casi, avevi anche successo!
Perché l'hai fatto?

È un mistero doloroso, insoluto, insondabile e tremendamente affascinante quello del suicidio.
E penso mi ferirà, angoscerà e affascinerà oscuramente per sempre.
Poi una volta un tale mi aveva letto nella mano che in una vita precedente avevo “commesso” (così si suol dire) suicidio e che poi avevo dovuto soffrire a lungo in una sorta di limbo ed espiare questo suicidio, prima di rinascere.
Il ché potrebbe spiegare perché i suicidi mi colpiscano tanto.
Il suicidio è anche, sempre, una possibilità: una via d'uscita.
In fondo, chiunque potrebbe commettere suicidio.
Lo fanno in tanti, senza essere artisti o scrittori, solo semplici imprenditori pieni di debiti, per esempio o disoccupati...
Quasi sempre persone che vengono rimpiante, ma nemmeno sempre e per forza.
A volte si suicidano anche persone del tutto anonime, senza amici, di cui nessuno si accorge e si suicidano proprio per questo.
A me dispiace anche per quelle.
Anche quelle avevano qualcosa da dire, da dare, una speranza che sarebbe stato importante coltivare.
Nessuno è inutile.
Tranne quelli che il loro male di vivere lo buttano sistematicamente e reiteratamente addosso agli altri, danneggiandoli in ogni, seppur piccolo e minuzioso, modo.
E un po' mi dispiace pure per quelli, ma quelli, chissà perché, al suicidio non ci pensano proprio mai!
Beh, certo, non è gente che tende a interiorizzare...

Ho pensato a questa cosa perché stasera ho visto il film su David Foster Wallace e perché ho amato Sylvia Plath (non subito, partendo dai diari a tratti la trovato pesante e a volte odiosa, perché era odiosa con se stessa), ho sentito il silenzio infinito delle foto di Francesca Woodman...
E non mi vengono in mente altri suicidi famosi, ma comunque l'idea è questa.

Ci ho pensato la prima volta a 11 anni, e poi diverse volte dopo la morte di mio padre tra i 15 e i 18, e poi intorno ai 20, e credo qualche altra volta, mi pare anche poco più di un anno fa, dopo che è morto un caro amico – ma era un pensiero molto vago, perché in realtà stavo troppo male, era difficile stare peggio e potevo solo migliorare, ci devo aver pensato solo per qualche istante.

Ecco, il fatto è che il suicidio è pur sempre una possibilità, però è una possibilità legata ad un'ammissione di sconfitta. È come dire: io non ce la faccio a vivere. Non ce la faccio a vivere nemmeno decentemente, non dico bene, ma decentemente!
E quindi mi mando al diavolo!
Mando al diavolo l'unica vita che sono sicura di avere.

A me non piace arrendermi, non mi piace neanche un po'!
E penso di aver sempre fatto molta fatica a farlo, anche in situazioni in cui sarebbe stato molto meglio arrendersi molto prima (relazioni, amicizie, robe di lavoro, imprese bislacche, etc...).

Come si fa a toccare veramente un'altra persona?

Le parole non ci riescono.

Forse i gesti, le azioni.

Il suicidio è un gesto che mi tocca profondamente. Provo un'immensa compassione per chi lo sceglie. Capisco quelli che si dicono: avrei voluto aiutarlo.
E come tutti, so che sia nelle piccole, ché nelle grandi imprese, ci si può aiutare, veramente, solo da soli.

Tutto sta nel rendersi conto di quante volte le cose sono cambiate in meglio, nel passato. Ed è sicuramente così, se no uno perché sarebbe andato avanti?
E quante volte sei riuscito a fare una cosa che credevi impossibile?
E quindi perché negarsi la possibilità di fare altre cose, che oggi paiono impossibili, domani?

Fai degli esperimenti, no?
Rischia tutto! Fai delle cose impensabili, dai! In fondo se l'alternativa è la morte, reale o metaforica, la sconfitta, totale o parziale: perché non tentare?
Tenta, cazzo, tentaci!
Se non provi, hai già perso.
Se provi, magari va, oppure si aprono altre possibilità, cosa ne sai?
La vita sa essere una grande drammaturga.
Non pensare che sia sempre tutta la stessa sbobba.
La vita, certo, a volte è come un computer. Se tu rifai lo stesso percorso ti dà sempre, immancabilmente, lo stesso risultato.
La vita ha un suo lato matematico.

Ma la vita è anche creativa. E appena tu fai un piccolo cambiamento, altri piccoli cambiamenti germinano da questo primo cambiamento e si creano nuovi equilibri e dinamismi.

Se solo non ti arrendi...

Oggi magari è persa, ma domani c'è un'altra partita e cambiano: il campo, i compagni di gioco, gli avversari e puoi cambiare anche tu. Puoi sentirti differente.
I suicidi sono persone sincere, credo. E sono persone molto severe e irreprensibili, con se stesse. Si sentono disoneste o fuori posto per ogni minima mancanza, che solo loro sono in grado di rimproverarsi. Molti altri ci vedrebbero null'altro che semplice debolezza umana.
Si continua a crescere, ci si continua ad evolvere.
Le verità che non sappiamo ammettere oggi, le sapremo ammettere domani.
Basta stare un po' cogli anziani, che una volta erano una ricchezza, nelle tribù.
Sono vecchi, sentono di non avere più niente da perdere, e ammettono molto più facilmente le loro colpe, le loro mancanze, i loro sentimenti, i limiti.

La cosa che fa più male quando perdi una persona è ricordarne i momenti in cui ci si divertiva assieme. Mi pare ancora più terribile nel caso di una persona persa perché s'è tolta da vita, da sé.
E mi c'ha fatto pensare sempre questo film “The end of the tour” che non è comunque un granché, prodotto un po' immaturo, per quanto il materiale di partenza fosse interessante.

E per finire c'è una poesia molto bella e molto spietata di Anne Sexton, che secondo me spiega alla perfezione il suicidio.
Probabilmente è un fascino un po' adolescenziale, quello del suicidio:

la pagina lasciata a metà.

Waiting to die.
-Anne Sexton-

Ora che me lo chiedi, la maggior parte delle volte non riesco a ricordarmelo.
Cammino come sempre, senza segni di quel viaggio.
Poi un desiderio quasi innominabile ritorna.

Nonostante questo non ho nulla contro la vita.
Conosco bene i fili d'erba di cui parli,
le mercanzia che hai messo sotto il sole...

Ma il suicida ha un suo linguaggio speciale,
Come un carpentiere, vuole solo sapere: con quali strumenti?
Non si chiede mai:
perché costruire.

In due occasioni mi sono espressa in modo così semplice,
Ho posseduto il nemico, ho mangiato il nemico,
Ho accettato la sua abilità, la sua magia.

In questo modo, pesante e riflessivo,
più caldo dell'olio o dell'acqua,
Ho riposato, sbavando dall'angolo della bocca.

Non riuscivo a pensare al mio corpo esposto agli aghi.
E anche se la cornea e l'urina in eccesso sono andati...
Un suicida ha già tradito il corpo.

Sebbene i nati senza vita non sempre riescono a morire,
rimangono abbagliati, non possono dimenticare una medicina tanto dolce,
alla quale anche i bambini guarderebbero con un sorriso.

Spinta tutta questa vita sotto la lingua,
che, di per sé, diventa una passione,
La morte è un osso triste, deforme, diresti,

Eppure mi aspetta, anno dopo anno,
per riparare delicatamente una vecchia ferita,
per liberare il mio respiro dalla sua odiosa prigione.

Aggirandosi in questo orizzonte, a volte si incontra il suicida,
pieno di rabbia verso una luna vanagloriosa,
E lo si vede rinunciare al pane, confuso con un bacio,

Lasciare la pagina del libro aperta, con noncuranza,
Qualcosa di non detto, il telefono sganciato,
E l'amore, qualunque cosa fosse: un'infezione.

mercoledì 13 gennaio 2016

Ciao Devibboui :')

L'altro ieri Devibboui se n'è ito a 69 anni, che pure nello scegliere l'età ci ha avuto un certo stile ;)
E quindi ora posto la canzone sua che m'è sempre piaciuta e altre due che non conoscevo, molto belle.
Devibboui a quanto pare era bisesessuale, ma a un certo punto ha dichiarato di essere proprio gay, parrebbe per i diritti dei gay. Il che vuol dire che era un uomo coraggioso e nobile, al contrario di tanti che fanno finta di essere etero e non lo sono... (famosi e non famosi).
Poi c'erano i films molto fichi in cui ha recitato...

Bo, insomma, ciao devibboui e vai con la müsica! :D


domenica 10 gennaio 2016

we'll be together again


l'inizio è un po' alla bombolo, in onore di quella prima telefonata di un'estate di quasi due anni fa...

venerdì 8 gennaio 2016

ricetta di gennaio: zucca, patate e castagne stufate! il paradiso dee papille ggustative!... @.@

trascuro il blogghe da un po'... e cosa ancor più grave, le tradizioni! cavoli! l'unico punto saldo di questo blog autarchico... nt nt nt!

rimediare!

allora, il piatto che vado a illustrarvi, non è un semplice piatto. è n'orgia!
n'orgia e un paradiso pee papille ggustative!

quindi insomma, se avete serata un po' così, tipo lume di candela, tipo co' tipo o tipa che ne valgono un pochetto la pena... beh, prego, usufruite!

ah, così... tanto per unire un po' le due rubriche principali del blog (ricetta del mese e doc l'ove), ragazze: attenzione ai tipi che vi fanno troppe sviolinate! mai, ripeto: MAI fidarsi di quelli che fanno troppe sviolinate!

e così siamo a posto che c'abbiamo sia la ricetta che i consiglio per il partner con cui degustarla ;)

bene.

ingredienti:

scalogno
patate
zucca
castagne bollite (io le prendo precotte, perché fa 'e castagne e sbucciarle e 'na sbatta che ne basta la metà! ;P...)
olio
sale curry

(nn so s'avete notato che v'ho messo tutti gli ingredienti, proprio tutti in fila... le proporzioni no, certo, ma non lo faccio mai e quindi...)

ora...

prima fate soffriggere e imbiondire lo scalogno. poi ci mettete le patate tagliate a cubetti, dopo aggiungete la zucca tagliata a cubetti.
ora, se la zucca è bella tonica, la mettete massimo una decina di minuti dopo, se invece è zucca tenera, di quella più arancione, la mettete dopo almeno 15 minuti e poco dopo, per ultimo, a una 20ina di minuti di cottura aggiungete le castagne. infine potete aggiungere altro olio, sale e una spolveratina di curry - è la morte sua!

dai, bon apetit e bon.... ;)