venerdì 15 settembre 2017

time for puppets...

I've lost my tiny me -Juju-
I don't know where
and I don't know how
but she's gone

and so I thought that time for puppets is ended

I've lost so many time
seeking lost guys
lost persons
who don't even know who they are...

and so I thought time for puppets is ended now.

giovedì 7 settembre 2017

Ricetta del... 2017: Torta di mele quasi Ayurvedica con poco glutine :)

Insomma... molto colpevolmente è una mezza vita che non scrivo più ricette... prima tutti i mesi, ora più niente...
Un po' è che son fatta così, un po' è che:

Da una parte le ricette caserecce, non da chef, a una certa finiscono...

Dall'altra mi sono data ad altri impegni, tipo la sopravvivenza e lo studio dell'Ayurveda...

Ed ecco che arriva una torta semi-Ayurvedica!!!

Ora, in realtà qualsiasi torta vegana, purché adoperi latte di riso o mandorla, sarebbe piuttosto ayurvedica - perché mischiare latticini, uova, legumi e frutta è estremamente sbagliato!

Qui ci mischio solo le uova con la frutta... e con la soia, ok... (perché ci avevo solo il latte di riso e soia, ma voi usate latte di soia o mandorla ed è fatta...)

Ma niente burro e latticini!

Cmq:

gli ingredienti sono a occhio come sempre...

una certa quantità di farina di avena
idem di farina di riso
istess di farina maizena e/o fecola...
2 uova (non so se apprezzate che ve le ho contate... (^____^)....)
alcune mele
un po' di latte di riso
una discreta quantità di fruttosio
olio d'oliva e olio di semi di mais
cannella
un pizzichino di bicarbonato (come agente lievitante)


...e poi sospetto che avrei fatto meglio a metterci delle uvette e un po' di limone e fruttosio in più sulle mele....

Allora... stavolta ci abbiamo gli effetti speciali!
Vai col primo:



ecco, dopo aver separato i rossi dai bianchi, dell'uovo, e averli mischiati col fruttosio (non lesinate, ma non esagggerate), col latte di riso (q.b.), con le farine, l'olio d'oliva e un ciccinin di olio di semi di mais e dopo aver fatto un impasto denso, ma ancora alquanto umido, aggiungeteci un pizzichino di bicarbonato (non esagerate, altrimenti diventa una ciofeca inmangiabboly!).

a questo punto...



montate abilmente l'albume a neve - a mano, mi raccomando, non mi fate quella roba da casalinghe nevrotiche di usare lo sbattitore, suvvia!... e poi non immaginate che soddisfazione dia montare i bianchi a mano... è solo questione di non demordere fino a che non diventa tutto schiuomoso...

e quindi:



versate il vostro capolavoro nell'impasto, e lo mescolate.




poi tagliate a pezzetti le mele, perché la torta di mele se non è strapiena di mele, che torta di mele è? che voi fa'? j'ee voi mette solo de sopra 'e mele? e che tristezza è?

poi a sto punto nn mi ricordo più che ho fotografato più...

ah, ecco... prima e dopo la cura... 




ok, poi ci mettete le fettine di mele (meglio se con aggiunta di fruttosio e limone, e anche uvette dentro l'impasto) ci spolverate la cannella (magari un pochetto pure quella nell'impasto) fate scaldare il forno a 200° e fate cuocere una 20ina di min o poco più.

Fate la prova dello stuzzicadenti - me raccomando! - lo azziccate nella torta, quando esce asciuttino, ma nn troppo la torta è pronta. Se esce umido, la torta non è pronta.
Se non esce... RICOMINCIATE DA CAPOOOO!!! (^___^)

martedì 5 settembre 2017

Eco

Io sono la tua immagine nello specchio
ribaltata
tu sei il negativo
io il positivo
tu in bianco e nero o monocromo
io a colori o in bianchennero
tu menti
io dico il vero
quando tu sorridi, io piango
quando ti rattristi,
sorrido amaramente della tua incapacità di sentire
e dopo un po' mi rattristo anch'io.
E tu torni a sorridere.
Speravo di riuscire a farti sentire il tuo cuore
superando quella coltre di ciarpame
in cui l'hai avvolto,
per difenderlo,
e che invece gli impedisce di essere.

Avrei voluto essere la tua cura,
avrei voluto incontrare il tuo cuore.


Invece ho trovato il tuo orgoglio,
il caleidoscopio delle tue immagini,
le diverse misure del tuo ego.

In cui la mia voce si perde come Eco.


Ora, dimmi, che genere di vantaggi
-concreti-
ti offrono le tue maschere?
ti fanno compagnia? 
ti danno calore? 
ti stringono e ti abbracciano quando ti senti solo? 
ti baciano? 
ti dicono che ti amano?



che genere di conforto ti danno, tutte queste maschere?...

credi di non essere nessuno, senza di loro?

ma sono proprio loro a impedirti di essere qualcuno.

qualcuno un po' felice, a tratti molto.
qualcuno che sente veramente.
qualcuno che non mente.

qualcuno da amare.


venerdì 1 settembre 2017

i don't care...

i don't care about
who's right or who's wrong!

i just care about love

love's not made of distances and sighs...

it is made of closeness
and (sweet) life together...

and, at the end...

what the fuck wants that old bitch?!...

that old fucking nosy bitch!

i hope she don't have personal peculiar reasons to talk... but i don't know...


nothing is clear about you.......

ps ah... and i don't even care about vague promises...


giovedì 31 agosto 2017

l'oblio

Non ho ancora capito il senso delle tue parole,
quello che vagheggiano.
Ma le ascolto
e adesso taccio,
per lasciare spazio al tuo silenzio
che piano piano sovrasta le altre parole,
gli altri suoni,
e mi estorce ricordi di luoghi che non avevo visitato mai, ma che pure
riverberano le loro eco sulle scoscese pareti,
tra le angosce che ricercano
e dalle quali sfuggono sfiorandole.
Tocco furtivo carico di conseguenze, ma, ahimé,
le tue parole non se ne avvedono
e corrono, calpestano, strisciano sui vetri rotti
delle finestre, per entrare da altre finestre d'altre case.

Vorrei che la notte indugiasse sul suo cammino, al calare.
Vorrei trovare il sonno abbandonando il capo sul cuscino,
senza restare sulla soglia,
tra il desìo e la bisogna,
tra pensiero e voglia,
tra il sopore e la veglia.

Se potessi non lascerei che le distanze che ci separano cancellassero quel ch'è ormai lontano,
perché l'oblio ripete, e ripete, e...

Mi piacerebbe donarti il filo che ti porterebbe
fuori dal tuo labirinto ciclico
- privato inferno degli ignavi in terra.
Mi allontanerò forse un giorno dall'odissea dei circoli senza vertice
e delle trame senza ordito.



E forse un giorno anche tu getterai le tue funi in un porto. (around 1996)

domenica 13 agosto 2017

Estratti dalla "Depressione e il corpo" di A.Lowen

La depressione oggi è diffusa perché molte persone perseguono scopi irreali che non hanno alcuna relazione diretta coi loro bisogni fondamentali di esseri umani. Ogni persona ha bisogno di amare, e ha bisogno di sentire che il suo amore è accettato e in qualche misura ricambiato. L'amore e l'affetto ci mettono in relazione con il mondo e danno il senso di appartenere alla vita. Essere amati è importante solo in quanto facilita l'espressione attiva del nostro stesso amore. Le persone non diventano depresse quando sono loro ad amare. Attraverso l'amore ci si esprime e ci si afferma.
L'espressione di sé è un altro bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani e di tutte le creature. Il bisogno di esprimere se stessi sta alla base di tutte le attività creative ed è per noi fonte di sommo piacere. […]
È necessario qui riconoscere che nell'individuo depresso l'espressione del sé è gravemente limitata se non interamente bloccata. In molte persone è limitata ad una piccola area della loro vita […]
Un altro bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani è la libertà. Senza la libertà è impossibile l'espressione di un sé. […]
La persona depressa è imprigionata dalle barriere inconsce dei vari “si dovrebbe” e “non si dovrebbe”, che la isolano, la limitano, e successivamente ne opprimono lo spirito. Vivendo all'interno di questa prigione, l'individuo dà la stura a fantasie di libertà, concepisce degli schemi per la propria liberazione e sogna un mondo nel quale la vita sarà diversa. Questi sogni, come tutte le illusioni, servono a sostenere lo spirito, ma impediscono anche alla persona di confrontarsi realisticamente di fronte alle forze interiori che la legano. Prima o poi l'illusione crolla, il sogno svanisce, il piano fallisce, ci si ritrova di fronte alla propria realtà. Quando questo avviene l'individuo diviene depresso e di sente senza speranza.
[…]
Dal punto di vista della tendenza alla depressione, le persone possono essere divise in due categorie: quelle dirette dall'esterno e quelle dirette dall'interno. La persona diretta dall'esterno è vulnerabile alla depressione mentre quella diretta dall'interno lo è molto meno.
In linea di massima la persona diretta dall'interno ha un senso forte e profondo del sé. Al contrario della persona diretta dall'esterno, il suo comportamento e i suoi atteggiamenti non sono facilmente influenzabili dagli schemi mutevoli dell'ambiente. La sua personalità è dotata di stabilità e di un ordine interiori e poggia sul fondamento solido della coscienza e dell'accettazione di sé. Queste qualità mancano alla persona che è diretta dall'esterno, ha quello che si dice una struttura caratteriale “orale”, il che significa che i suoi bisogni infantili di sentirsi sostenuto, accettato e di fare esperienza del contatto e del calore del corpo non sono stati soddisfatti. Sentendosi insoddisfatto, non ha ragione di avere fiducia in sé stesso né nella vita. [...]
A livello inconscio, la persona direttta dall'esterno si identifica molto con i propri interessi esteriori. A prima vista potrebbe sembrare un approccio positivo, ed esteriormente una persona del genere sembra essere interessata e attiva. Ma fa le cose per gli altri e le fa nell'inconscia attesa che gli altri riconoscano il suo valore e rispondano amandola, accettandola e appoggiandola.

Nella maggior parte dei casi la reazione depressiva è preceduta da un periodo di esaltazione, il cui crollo tuffa l'individuo nella depressione.
Ogni reazione depressiva si basa sulla perdita dell'amore della madre. È importante sapere che questa perdita non è stata accettata come irrevocabile. La speranza, generalmente inconscia, della restituzione, spiega perché l'energia oscilli verso l'alto, traducendosi in esaltazione. Purtroppo l'individuo esaltato non si rende conto della dinamica della sua reazione e del fatto che inconsciamente considera le persone attorno a lui come altrettante figure sostitutive della madre, che lo ameranno, si prenderanno cura di lui, e persino lo nutriranno. L'interesse iniziale che esse dimostrano nei suoi confronti sembra dare sostegno a questo transfert. Man mano, però, che la sua esaltazione aumenta, gli altri si sentono importunati e si tirano indietro. È impossibile che soddisfino le sue attese inconsce, e l'individuo esaltato prima o poi si sentirà respinto.

Per quanta attenzione, ammirazione, approvazione e amore si dia ad una persona orale, ciò non riempie il suo vuoto interiore.

domenica 23 luglio 2017

Chi sei? E che cosa vuoi?...

Rifletto sul cristianesimo. Cosa ci trovo? La storia di un povero cristo in croce e il fraintendimento di quello che è la spiritualità. Il cristo viene a portare agli uomini la salvezza e loro lo fanno morire inchiodato a una croce per inedia. 
Perché?
Probabilmente perché ognuno deve salvarsi da sé. E forse anche perché sono diffidenti, lo guardano e pensano: ma tu, con tutte queste belle prediche e parole sagge... Chi sei? E che cosa vuoi? L'osservano, lo valutano, lo giudicano e poi decidono di non fidarsi e di metterlo a morte. Salvano il ladrone, Barabba mi pare, perché lo conoscono - sarà pure un farabutto, ma almeno sanno cosa aspettarsi da lui e poi non li mette a disagio.
Poi dopo si sentono in colpa e costruiscono tutta una religione fondata sul senso di colpa. E sul dolore. Dolore inutile!
È per questo che non sono cattolica.
Ma non sono atea.
Sono convinta che non abbiate capito un cazzo, fondamentalmente, "amici" cattolici.
Perché se aspettate sempre che qualcuno vi dica cosa è giusto e non cercate di sentirlo in voi... Che cazzo volete capire?
Quindi deturpate le chiese con altari sofferenti, scene di martirio...
Tutte stronzate!
La sofferenza fa parte della vita e non la si può certo scansare.. Ma non è un punto d'approdo, non è un valore e non vi porterà la salvezza - così come cercare di evitare la sofferenza necessaria vi porterà solo altra sofferenza, non necessaria.

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